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domenica 28 settembre 2008

Ciao, Paul





"Le immagini di Paul Newman - morto nella notte di venerdì nella sua casa in Connecticut a 83 anni, dopo una battaglia contro il cancro - campeggiano sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo...
Sottolineando la grande fama internazionale di Newman, l'
Independent gli dedica un'enorme foto che occupa l'intera prima pagina, relegando all'interno le notizie sui timori per il sistema creditizio del Paese.
Paul Newman: è morto il re del cool recita il titolo del Sunday Times sopra il ritratto dell'attore, noto anche per la sua filantropia.
In Germania, come altrove, la tv ha mostrato spezzoni dei suoi film.
Paul Newman - l'ultimo eroe è morto, titola il Bild am Sonntag.
Molti degli articoli ricordano una sua famosa battuta. "Mi immagino il mio epitaffio -- aveva detto una volta -- Qui giace Paul Newman, morto per un infarto perché i suoi occhi erano diventati marroni".
Il
New York Times lo definisce il magnetico titano di Hollywood.
L'
Observer titola a doppia pagina: Un attore di vero genio un uomo di grande animo, focalizzando l'attenzione oltre che sulla sua filantropia sulla devozione per la sua famiglia.
In Francia, politici in fila per regalargli l'ultimo plauso, con il presidente Nicolas Sarkozy che lo definisce
una leggenda di Hollywood.
Persino in Iran, che in genere non si cura di notizie sulle star occidentali, i giornali hanno riportato la sua scomparsa"

(dall'Agenzia Reuters).


E in Italia?

Il Secolo XIX
scrive Addio a Paul Newman, bello d'America… in più di 60 film, questo americano dalla faccia pulita, autoironico ma capace di battaglie esemplari in nome di una libertà indissolubile dall'etica, è stato una leggenda. Se Marlon Brando rappresentava il ribelle, espulso dalla società per la sua carica eversiva, Newman era qualcosa di infinitamente più pericoloso e seducente insieme: il vero figlio di un Paese che tollerava a malapena le contestazioni, ma riconosceva in un febbricitante candore le radici della propria forza. Ed è stato questo vagare dei suoi personaggi fra spinte autodistruttive e sete di rivincita a farne un americano credibile.
Il Messaggero: In un mondo di belli e dannati, come Hollywood a metà anni 50, a Paul Newman toccò una maledizione quasi peggiore. Una bellezza olimpica, accesa dai celebri occhi azzurri. Un fisico perfetto ma proprio per questo refrattario a caratterizzazioni sicure (come fecero invece la possenza di Brando, la malinconia di Montgomery Clift, il broncio di James Dean). Una gioventù esplosiva, quasi insolente, alimentata da una contagiosa simpatia, anche quando affrontava personaggi ambigui o canaglie dichiarate.
Per tutte queste ragioni la partenza non fu bruciante. Stretto fra il mito nascente di Brando e la meteora James Dean, dei quali fu considerato a lungo una specie di rimpiazzo, il giovane Paul Newman si impone subito a Broadway ma decolla davvero solo al terzo film, 'Lassù qualcuno mi ama' di Robert Wise
.
Il Corriere della Sera: Immaginiamo di essere davanti a uno storico del cinema del 2050, come risponderebbe alla domanda: «Chi butteresti dalla torre, Brando o Newman?».
Di prim'acchito la risposta sembrerebbe ovvia perché l'interprete di 'Un tram che si chiama Desiderio' è considerato un macigno, uno spartiacque nella storia dello spettacolo che molti addirittura dividono in «prima di Marlon e dopo Marlon». E va aggiunto che Newman al suo apparire fu considerato il primo epigone di Brando, quasi un imitatore, il divulgatore del Metodo di cui l'altro era stato il profeta. Ma la vita è lunga e i conti si fanno alla fine. Il bilancio di Brando è stato quello di un interprete che appena baciato dal successo ha rifiutato per sempre il teatro, da vero apostata della sua arte; e molto presto, salvo alcuni miracolosi recuperi, si è accontentato di restare una merce pregiatissima sul mercato del consumismo…
Al contrario Newman ha sempre battuto la strada della qualità, accettando scelte rischiose, affinandosi, migliorando. Non ha mai abbandonato il palcoscenico, anche praticandolo da attore e regista in situazioni emarginate e quasi amatoriali…
Ma il suo personaggio, pur ricco di attrattive varie dal corridore d'automobili all'instancabile benefattore, è raramente pervenuto a fare notizia, mentre Brando in semiritiro e in soprappeso è sempre finito in prima pagina. Insomma è proprio la storia che dovrebbe, da questo momento in poi, riequilibrare la partita e (senza togliere niente alla gloria di Marlon) dare finalmente a Newman ciò che è di Newman.
La Repubblica: Scompare uno degli ultimi appartenenti all'olimpo di Hollywoood. Non solo attore ma anche regista, uomo impegnato socialmente, nonché sogno proibito di milioni di donne in tutto il mondo. In parte grazie ai suoi indimenticabili occhi blu, vero e proprio 'marchio di fabbrica' al quale probabilmente Newman avrebbe anche rinunciato: "Mi piacerebbe che la gente pensasse che in me c'è uno spirito che compie azioni, un cuore e un talento che non arriva dai miei occhi blu".
Romacittà: "Mi mancherà Paul Newman, mancherà a ognuno di noi, non c'era nessuno come lui. Ha avuto una vita di cui andare orgogliosi, per la sua famiglia, il suo impegno benefico. Per tutta la vita ha dato milioni milioni e milioni di dollari a tante comunità. E poi c'è la sua carriera, che è indelebile". Così Meryl Streep, a Roma per la promozione del film "Mamma mia!", commenta la scomparsa dell'attore. Newman, aggiunge la Streep "mandava amore a ognuno di noi e ognuno di noi ora gli manda il suo amore... e un bacio".

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mercoledì 18 giugno 2008

Grande grandissima Cyd

Si è spenta il 17 giugno Cyd Charisse, sicuramente la più grande ballerina che Hollywood ci abbia regalato: vedere per credere!


lunedì 9 giugno 2008

Assegnati i "Nastri d'argento"

Assegnati il 5 Giugno i Nastri d'Argento, premio dei giornalisti cinematografici.
Trionfatori, come per il David di Donatello, Toni Servillo, Margherita Buy, Alessandro Gassman,
La ragazza del lago di Andrea Molaioli, a cui si aggiungono Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e Sabrina Ferilli.
Nel settore dei film stranieri, premiati
Irina Palm di Sam Garbaski e Onora il padre e la madre di Sidney Lumet.

La cerimonia di consegna si svolgerà al teatro Antico di Taormina, dove saranno anche consegnati i Nastri europei 2008 alle attrici Antonia Liskova (
Riparo) e Kasia Smutniak (Nelle tue mani) e i premi speciali alla carriera per Carlo Lizzani, Vittorio Storaro, Giuliano Gemma e Piero De Bernardi.
Il Direttivo Nazionale ha assegnato il Nastro dell'anno 2008 a
Grande, Grosso e Verdone: sarà ritirato a Taormina da Carlo Verdone, Claudia Gerini e Aurelio e Luigi De Laurentiis, produttori del film.

In onda sabato 21 su Raiuno. Presenta Andrea Osvart, regia di Cesare Pierleoni.
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domenica 8 giugno 2008

Dino Risi, la scomparsa di un maestro


Roma, 7 giugno: il regista DINO RISI e' morto stamani a Roma nel residence dove abitava da anni. Fu uno dei maggiori interpreti della commedia all'italiana. Il regista aveva 91 anni in quanto era nato a Milano il 23 dicembre 1916 (ANSA).

Il cinema italiano piange Dino Risi maestro della commedia all'italiana (la Repubblica).

L'inventore della comicità amara che ha esaltato una generazione di grandi attori (L'Unità).

Il regista delle commedie amare (MyMovies).

Nella sua lunga carriera, è stato regista e sceneggiatore e soprattutto uno dei maggiori interpreti della commedia all'italiana insieme a Mario Monicelli, Luigi Comencini, Nanni Loy ed Ettore Scola (Il Corriere della Sera).

Il 1956 è l'anno della svolta decisiva di Risi: con la realizzazione di un film (Poveri ma belli) da lui scritto e diretto apre la strada ad un nuovo genere capace di trasformare il neorealismo in commedia all'italiana (Italica Rai).

E' stato definito 'il Billy Wilder di casa nostra' (Yahoo).

Una vita al massimo, sempre in anticipo, sempre in sorpasso. Lo capivano sempre dopo, e lui non mancava mai di farlo notare (Il Sole 24 ore).

Mr Risi, who was known as one of the masters of Italian comedy, had been suffering ill-health for some time.
He made more than 50 productions, many focusing on his country's society in the boom years after World War II
(BBC).

Italian film director Dino Risi, who was nominated for two Oscars for the 1974 film Profumo di Donna (Scent of a Woman), has died in Rome at age 91. Risi was known as one of the masters of the Commedia all'Italiana (Italian comedy) (CBC).

Le cinéaste Dino Risi, père de la comédie italienne, est mort, samedi 7 juin, à son domicile de Rome à 91 ans, a annoncé l'agence Ansa. Dino Risi, né le 23 décembre 1916 à Milan, était devenu dans les années 1950 l'un des grands réalisateurs de comédies à l'italienne, avec de très grandes réussites comme Le Fanfaron, Les Monstres ou encore Parfum de Femme, comédie amère sur un homme écartelé entre l'envie d'aimer et le désir de mourir. Le film avait valu à Vittorio Gassman le grand prix d'interprétation masculine à Cannes en 1975.
"Il a tourné des films qui ont fait l'histoire du cinéma", écrit La Stampa..
. (LeMonde).

Non c'è indulgenza nello sguardo di Risi, semmai complicità o comprensione per le nefandezze che non si vorrebbero messe in piazza. E la risata non scatta come purificazione, indulgenza plenaria in nome della commedia, bensì come presa di distanza salutare e cosciente. Dino Risi è stato regista prolifico e di successo, alternando opere ispirate a manufatti su commissione... (Il Secolo XIX).
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mercoledì 28 maggio 2008

E' morto Sydney Pollack


Il 26 Maggio si è spento un grande di Hollywood, e non solo.

Un vero e proprio gentiluomo, tutti concordi nel definirlo così: amici colleghi stampa…
Sulla cresta dell'onda per quattro decenni (oltre che regista, attore produttore e cofondatore del Sundance) ha saputo affrontare i generi più diversi e sempre mirabilmente: dal dramma alla commedia, dal western al poliziesco. Uno dei pochi che riusciva a mettere d'accordo critica e pubblico: molti dei suoi film sono considerati esempi della migliore produzione hollywoodiana e spesso hanno sbancato il botteghino.
Notevole la sua
capacità di raccontare storie e di metterci dentro, sempre, un punto interrogativo e un'emozione non di maniera (Guido Barzoletti).
Alla notizia della sua morte George Clooney ha dichiarato:
Sydney rendeva il mondo un po' migliore, i film un po' migliori…
Per Quincy Jones abbiamo perso non solo uno dei nostri cineasti migliori, ma anche un grande essere umano.
E' il regista, sostiene Antonio Monda, che
più di ogni altro ha saputo conciliare l'aspetto industriale del cinema con una autentica personalità di autore («Nel fare un film bisogna essere schizofrenici, intrattenere e far pensare allo stesso tempo» recita un suo celebre aforisma).

Un uomo di cinema a tuttotondo, senza pregiudizi e in perfetto equilibrio tra impegno e intrattenimento. Addio, Sydney (Chiara Renda).


Ricordiamo Sydney Pollack attraverso le immagini del suo film forse più famoso...
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i classici


martedì 22 aprile 2008

Conegnati i "David"

Consegnati i David di Donatello, da molti considerati gli Oscar italiani.
Sconfitto il sopravalutato
"Caos calmo", la giuria ha premiato giustamente "La ragazza del lago", Andrea Molaioli, Toni Servillo, Margherita Buy, Alba Rohrwacher.
Un riconoscimento forse l'avrebbero meritato anche Fabrizio Bentivoglio come miglior regista esordiente, e Giuseppe Battiston (come miglior attore non protagonista al posto del premiato Alessandro Gassman).
I due film non italiani premiati sono senz'altro ottimi ma per la categoria film europei al posto di
"Irina Palm" avrei incoronato "Quattro mesi tre settimane e due giorni", e come miglior film straniero "Nella valle di Elah" al posto di "Non è un paese per vecchi".
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lunedì 31 marzo 2008

Il "David"









Il David di Donatello è un premio assegnato dall'Ente David di Donatello dell'Accademia del Cinema Italiano in diverse categorie e può essere considerato come l'equivalente per il cinema italiano del premio Oscar. Il premio prende il nome dalla celebre statua omonima una cui riproduzione viene assegnata ai vincitori durante la cerimonia di premiazione.
La prima cerimonia di premiazione ebbe luogo nel 1956, al cinema Fiamma di Roma. Dalla seconda edizione le premiazioni si svolsero al Teatro greco-romano di Taormina con alcune eccezioni: a Roma alle Terme di Caracalla (1971), a Firenze al Piazzale Michelangelo (1978), a Roma al Teatro dell'Opera (1979). Nel 1981 la premiazione si è svolta in due tempi e in due sedi diverse: a Roma al Teatro dell'Opera e a Firenze a Palazzo Vecchio (limitatamente al David europeo e al David "Luchino Visconti"). Dal 1982 la cerimonia si svolge a Roma.

Nel 2006, per festeggiare i 50 anni del premio furono assegnati 8 premi speciali, i
David del Cinquantenario, i quali andarono ai più prestigiosi rappresentanti delle principali categorie della storia del cinema italiano del periodo: per i costumisti a Piero Tosi, per i direttori della fotografia a Giuseppe Rotunno, per i musicisti a Ennio Morricone, per i produttori a Dino De Laurentiis, per i registi a Francesco Rosi, per gli sceneggiatori a Suso Cecchi D'Amico, per gli scenografi a Mario Garbuglia e per gli attori a Gina Lollobrigida, la quale vinse il David per la migliore attrice nella prima edizione del premio per l'ottima interpretazione in "La donna più bella del mondo" di Robert Z. Leonard (Wikipedia).

Concorrono ai Premi David tutti i film italiani e stranieri usciti in Italia nel periodo 27 aprile 2007 - 7 marzo 2008, in almeno cinque città capozona, con una tenuta minima di 7 giorni con programmazione piena.

La cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2008 si svolgerà il 18 aprile a Roma e verrà trasmessa su Rai Due. Le candidature sono state annunciate il 20 marzo.

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giovedì 27 marzo 2008

Ricordando Richard

24 Marzo 2008. Muore a 93 anni, dopo una lunga malattia, uno degli ultimi rappresentanti della Hollywood dei tempi d'oro.
Richard Widmark non è stato forse mai un grande divo ma dalla fine degli anni Quaranta ai Sessanta il suo volto è stato oltremodo familiare ai pubblici di tutto il mondo: innumerevoli i film da lui interpretati e sempre con spiccata personalità.
E' stato soprattutto utilizzato nei noir ("Il bacio della morte" -nomination all'Oscar, vincitore al Golden Globe-, "Mano pericolosa"…) e nei western ("L'ultima carovana", "La lancia che uccide"…), ma non sono mancate puntate in commedie leggere ("Il tunnel dell'amore").
Nel maggio del 2001 il Museum of Modern Art di New York gli ha dedicato una retrospettiva.
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