martedì 29 luglio 2008

I "generi": la fantascienza

La "fantascienza" (in inglese science fiction) oltre le tematiche ricorrenti (l'anticipazione della tecnologia del futuro, il contatto con alieni, il viaggio nel tempo…) ricorre spesso a temi di altri generi ("Alien" ad esempio, ci mostra l'extraterreste in una nave spaziale che somiglia al castello di Dracula). Non disdegna poi messaggi filosofici o politici (pacifismo, paura del futuro, anelito alla libertà…).
Wikipedia ne dà questa definizione:
"La fantascienza ha come tema fondamentale l'impatto che una scienza e/o una tecnologia (attuale o immaginaria) avrà sulla società o sull'individuo. I personaggi possono essere umani, o anche alieni, robot, cyborg o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro".
Resta il fatto che è un genere molto complesso, non riconducibile entro limiti ben definiti.

Negli anni Trenta ebbe grande popolarità il film fantastico: "Frankenstein", "Dracula", "La bambola del diavolo", "King Kong", "La pericolosa partita", "Freaks".

Nel corso degli anni Cinquanta, il clima di guerra fredda genera la fobia americana per una invasione da parte dell'Unione Sovietica. Ecco quindi l'extraterrestre portatore di una civiltà estranea ed ostile: "Gli invasori spaziali", "La guerra dei mondi", "La cosa da un altro mondo", "Il pianeta proibito" … Ma la stessa guerra fredda, e poi la corsa agli armamenti e la competizione spaziale, provocano un'ondata di film che non insiste tanto sui contatti galattici quanto sulle conseguenze della follia umana. Ecco allora le esplosioni nucleari con gli insetti giganteschi ("Tarantola"), le formiche ("Assalto alla Terra"), le mutazioni della razza umana ("L'invasione degli ultracorpi"), il ritorno di mostri antidiluviani ("Il mostro della laguna nera").
Filone assimilabile al tema del pericolo provocato da un uso incontrollato delle risorse scientifiche: da "L'uomo invisibile" a "L'esperimento del dr. K".

Dagli anni Sessanta in poi, cambia la concezione dell'alieno, non più nemico: si va da "Incontri ravvicinati del terzo tipo" a "ET" . L'idillio termina negli anni 90.

La migliore fantascienza si è spesso lasciata attraversare dalla tensione e dal malessere morale collettivo, dando origine ad opere pervase da inquietanti visioni del futuro. Abbondano film che evocano le possibili mutazioni provocate dall'uomo o la regressione brutale (tecnologica ed etica) della civiltà: "L'ultima spiaggia", "Il pianeta delle scimmie", "Blade Runner", "The Day after", "E venne il giorno"… (tra i più famosi film a riflettere amaramente sul destino dell'uomo è da segnalare soprattutto "AI" di Steven Spielberg. Ma anche il prodotto più facile di largo consumo sembra orientato su questa strada: ne è un esempio "Ultraviolet" dove si parla di una sottocultura umana sviluppatasi in seguito alla diffusione di una malattia che ha modificato geneticamente coloro che ne sono stati contagiati).

Ma ora, per mantenere sempre desta l'attenzione del pubblico, per strapparlo alla televisione, Hollywood si orienta sempre più verso il grande spettacolo, in produzioni gigantesche ad alta tecnologia, e si dedica volentieri ai "sequel" quando le formule si rivelano vincenti: ed ecco i vari "Terminator", "Guerre stellari", "Jurassic Park" "Alien"... (da sottolineare che secondo alcuni critici, a partire da "Alien" la fantascienza diventa sinonimo di orrore ).
L'elettronica sembra adesso la vera protagonista. All'inizio era uno strumento ausiliare che facilitava le riprese. Poi è intervenuta nel montaggio semplificandolo e rendendolo più sicuro, ha rivoluzionato la registrazione del suono con gli apparecchi multipista e i radiomicrofoni.
Ma ecco che trasferisce sulla pellicola le immagini generate dal computer aprendo la via ai nuovi effetti speciali che integrano o sostituiscono quelli ottici e inaugurano sullo schermo l'era della realtà virtuale (e la pianificazione va nelle mani del "marketing", che spesso spende molto di più per lanciare un film che per produrlo).
Dagli anni Novanta in poi, l'imperativo è "spettacolo colossale" a ogni costo: "Independence Day", "Mars attacks", "Armageddon", "X-Men", "I fantastici 4", "Matrix"…

Un discorso a parte naturalmente merita il capolavoro della fantascienza, e non solo: "2001 Odissea nella spazio".

Fonti:
Maurizio De Benedictis, "Il cinema americano", Newton & Compton
Fernaldo Di Giammatteo, "Storia del cinema", Marsilio
Massimo Moscati, "Breve storia del cinema", Bompiani
Philippe Paraire, "Il grande cinema di Hollywood", Gremese
René Prédal, "Cinema: cent'anni di storia", Baldini Castoldi
tutteleproblematiche
i "generi" cinematografici
"Incontri ravvicinati del terzo tipo"
"2001: Odissea nello spazio"


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1 commento:

gegio ha detto...

Grazie per aver fatto un sunto delle diverse tipologie di fantascienza nella storia del cinema. Non esaustiva, ma interessante. A me piace sempre guardare i film che appartengono a questo genere con gli occhi puntati alla tecnologia usata, nella trama e con gli effetti speciali usati dal regista.

Ho trovato questo post tramite Google blog. Uno dei film in questione è nella mia Top 100, e da lì sono partito per trovare partecipanti al Torneo dei film. Basta una playlist dei 10 film che ritieni i migliori di sempre. A dicembre si parte da un tabellone, a scontro diretto. La pagina del mio blog dedicata al Torneo è qui: http://gegio.wordpress.com/il-torneo-dei-film/ Se vuoi invece solo lasciare la tua playlist quo c’è il form: http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=p8mk30RmJiA3OFsJjj_9HTQ